21
- novembre
2017
Posted By : siciliasacra
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Abbazia di Santo Spirito Caltanissetta | La Piccola Atene

Sulla data di fondazione sussistono ancora molti dubbi, forse è il 1086, mentre la data di consacrazione risulta il 14 giugno del 1153

L’Abbazia di Santo Spirito, la chiesa più antica di Caltanissetta, era inizialmente un casale fortificato costruito dagli arabi intorno al 900 d.C. per presidiare il territorio nisseno. Di questo suo passato ‘militare’ l’edificio conserva molte tracce: gli spessi muri, le feritoie da cui gli arcieri scagliavano le loro frecce, la torre quadrangolare e la fessura della saracinesca posta a protezione della porta. Con l’arrivo in Sicilia dei Normanni, i quali, avendo come principale obiettivo oltre alla conquista dell’isola anche la sua ricristianizzazione, trasformarono l’antica fortezza in chiesa per convertire gli uomini che lavoravano in campagna.

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Sulla data di fondazione sussistono ancora molti dubbi, forse è il 1086, mentre la data di consacrazione risulta il 14 giugno del 1153, fatta dal vescovo Giovanni di Bari (il posto del vescovo di Girgenti era vacante) su invito del feudatario di Caltanissetta Goffredo Licio di Montescaglioso, come attesta una lapide tutt’ora esistente. Nel corso dei secoli ha subito numerosi restauri e manomissioni , l’ultimo dei quali ha interessato il campanile, fatto costruire su progetto dell’Arch. Averna. La chiesa è ad unica navata, e conserva molte opere di importanza storica tra cui il fonte battesimale ad immersione dei primi secoli dell’era cristiana, un calice di stagno della stessa epoca, un’urna cineraria dell’epoca romana ed alcuni dipinti dal ‘300 e del ‘600.

Fino ai primi anni del 1900 era presente un portico a tre archi. Sulla destra del portico erano affisse due travi dove veniva eretto il pulpito dal quale il quaresimalista della chiesa madre della città chiudeva la serie delle sue prediche il giorno del Lunedì di Pasqua..

Tra l’arco e l’architrave della porta principale, che si trova al lato sinistro della chiesa, è dipinto un affresco che rappresenta il Salvatore in atto di benedire. Attorno al capo si legge un’iscrizione con caratteri latini che dice: “SALVA TOR, MUNDI“. Sul libro retto dalla mano sinistra del Salvatore si legge: “Ego Sum Lux Mundi“, mentre alla destra vi è la seguente scritta: “FRATER PETRUS DEBELLA VI.TA.AB“.

Nell’abside dell’altare maggiore è dipinta un’altra immagine del Salvatore del mondo che con la mano sinistra tiene un libro aperto con su scritto da un lato “Ego sum lux mundi” e dall’altro “Qui sequitur me non ambulat in tenebris“.

A sinistra dell’altare maggiore c’è un altarino con abside consacrato alla “Madonna della Grazia“, mentre nella parte opposta c’è un altro altarino dedicato a San Francesco d’Assisi con accanto una porticina che da l’ingresso alla sacrestia.

Proprio vicino alla porta d’ingresso alla destra di chi entra c’è un piccolo fonte di acqua lustrale di marmo finissimo risalente ai tempi dei romani come dimostrato dalla seguente iscrizione scolpita nel prospetto: “T.Flavi Aug. Lib., Diadumeni, Flavia Victorina, Patri piisimo.“.

Di notevole importanza è anche il fonte battesimale, di epoca normanna, intagliato in un unico blocco di pietra tufacea e realizzato da maestranze arabe come si può notare dai disegni che vi sono scolpiti: palme stilizzate oppure archi a sesto acuto tipici dell’arte araba.

Al di sopra del fonte battesimale si può ammirare il Crocifisso “dello Staglio” risalente al XV secolo e di forte influsso spagnolo.

Annesso alla chiesa sorge un conventino.

Sorgente: Abbazia di Santo Spirito – Storia di Caltanissetta – La Piccola Atene


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